Mi chiamo Sofia, ho 33 anni e sono di Reggio Calabria. Dopo la laurea in Informatica mi sono trasferita a Torino per lavoro.
Ho iniziato a lavorare come sviluppatrice a 24 anni. Col tempo, però, mi è diventato sempre più chiaro che volevo costruire qualcosa di mio: un modo per unire tecnologia, creatività ed un senso, senza rimanere solo dietro al codice.
Dopo aver sperimentato (più volte) il burnout e aver ricevuto una diagnosi nello spettro autistico, ho iniziato a guardare il lavoro nel digitale con occhi diversi. Mi interessano la neuroinclusione, la psicologia del lavoro, i modelli di collaborazione sostenibili e l’impatto che la tecnologia ha sulle persone.
Oggi porto avanti due strade parallele, ma che in fondo si parlano tra loro.
Da un lato creo contenuti: parlo di tecnologia, società e neurodivergenza con un tone of voice concreto, ironico e creativo, spesso mostrando il processo dietro ciò che realizzo (video, editing, storytelling, sperimentazione, e quando serve anche strumenti AI rifiniti manualmente).
Dall’altro sono una mobile developer (Swift, Kotlin) e collaboro su progetti selezionati, soprattutto impact-driven, lavorando su MVP e feature delivery con un approccio orientato ad obiettivi.
Aggiorno questa pagina man mano che cambiano i miei progetti… ed io stessa.
Il mio percorso Formativo e lavorativo
Laurea Triennale in Informatica
presso l'Università degli studi di Messina
Inizio la mia carriera come Developer
Master in Innovation Coaching
presso l'Università Mercatorum
Inizio a Creare Contenuti e a collaborare sui social
Raccontare il mio percorso non è sempre semplice: non è lineare e cambia insieme a me. E va bene così. Non siamo statici, e io ho imparato a considerare i cambiamenti non come deviazioni, ma come segnali.
Dopo il liceo scientifico, nel 2011 mi iscrivo a Psicologia. Lascio dopo pochi mesi: non perché la psicologia non mi interessasse, anzi, ma perché in quel momento avevo un’urgenza più forte di tutte: diventare economicamente autonoma il prima possibile.
Così lavoro: cameriera, cassiera, call center. A un certo punto anche montaggio palchi per concerti. Esperienze diverse, tutte formative, che mi hanno insegnato due cose fondamentali: la prima è che l’indipendenza si costruisce; la seconda è che, nel mondo del lavoro, la competenza conta. Non mi interessa romanzarla: è così. Ma questo non significa rinunciare alle proprie priorità o aspirazioni.
Nel 2012 torno all’università. Mi laureo in Informatica nel 2016 e pochi mesi dopo inizio a lavorare come sviluppatrice Java. Dopo alcuni anni passo dal backend al mobile e poi specializzandomi su iOS.
La mia carriera parte in consulenza e, passando da un’esperienza all’altra, capisco che preferisco le realtà di prodotto: contesti dove puoi costruire, iterare, vedere l’impatto delle scelte e lavorare con più continuità.
In parallelo, però, non ho mai smesso di coltivare interessi “fuori dal codice”. Ho sempre mescolato competenze e curiosità: tecnologia, psicologia del lavoro, creatività, comunicazione. Questa combinazione mi ha aiutata a capire cosa mi appassiona davvero e mi permette oggi di vedere connessioni tra ambiti che, in apparenza, sembrano lontani.
Nel 2021 riprendo ufficialmente gli studi: conseguo un master universitario in Innovation Coaching e continuo a formarmi in Psicologia con esami singoli e corsi. Da qui nasce anche un nuovo pezzo del mio lavoro: accompagnare persone del settore tech come Career Coach, per aiutarle a mettere a fuoco priorità, obiettivi e un percorso professionale più allineato a chi sono.
Oggi ho chiuso (momentaneamente?) la parentesi come Career Coach e sviluppatrice dipendente. Sto costruendo una fase nuova: collaboro con professionisti selezionati nella creazione di contenuti per i social e sviluppo app su progetti selezionati.
I miei valori e le mie passioni
Sì, l’innovazione tecnologica mi appassiona.
Ma ciò che mi rende più felice in assoluto sono le cose semplici. Sono neurodivergente e non amo particolarmente la confusione.
Mi riempie il cuore ammirare la semplicità e la perfezione della natura ed i suoi meccanismi. Mi emoziono davanti ai tramonti, mi sento grata per l’amore trasmesso nei gesti delle persone vicine e le fusa dei miei gatti sono il suono che amo di più al mondo.
Il lavoro da remoto mi ha permesso di rallentare i miei ritmi e tornare ad apprezzare le piccole cose che amo tanto. Il lavoro asincrono è il mio prossimo obiettivo.
Non siamo esseri perfetti. Ma sono estremamente convinta che tra un barlume di consapevolezza e l’altro, si possa fare molto anche con poche risorse per migliorare la giornata e la vita altrui.
Sono curiosa e la maggiorparte del mio tempo libero lo passo a nutrire le mie passioni.
Oggi pratico powerlifting con l’obiettivo di competere a livello agonistico. L’allenamento mi aiuta a ricordarmi di rispettare i miei “tempi di recupero” ed i miei bisogni. Per questo ritengo sia molto importante mantenere il contatto con il proprio corpo.
Le mie passioni sono state e sono spesso il mio salvagente nei momenti difficili.
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